Home         People         Research         Projects         Publications         Contact         Links

 

University of Naples - Federico II

Department of Structural and Functional Biology

via Cinthia Monte Sant’Angelo bld 7

tel - fax +39 081 679130

La CoturniCe

Stato e conServazione delle popolazioni del parco nazionale del cilento, vallo di diano e degli alburni

Autori: Rippa D., De Filippo G., De Riso L., Esse E., Fraissinet M., Mastronardi D. e Fulgione D.”

Quaderni Della Biodiversità n.3

Richiedi una copia gratuita del volume al parco nazionale del cilento, vallo di diano e degli alburni parco.cilentodianoealburni@pec.it

“Nei territori più interni del Parco, lontano dal mare, sulle vette rocciose degli Alburni, del Monte Motola, del complesso carbonatico Cervati-Faiatella, persistono alcune popolazioni di un galliforme particolarmente elusivo e diffidente: la Coturnice. I pastori, i cacciatori, gli amanti della montagna conoscono bene questa specie e seppure l’interesse che ad essa rivolgono può essere diverso, tutti sono d’accordo nell’affermare che un tempo era più facile incontrarla. Durante l’inverno era possibile scorgerla in consistenti brigate, in primavera ascoltarne il canto dei maschi territoriali. Oggi si possono percorre chilometri in quota senza rilevare la presenza di un solo individuo. E’ questo il risultato del sensibile declino registrato in tutto in suo areale di distribuzione. Un declino che coinvolge anche le popolazioni presenti nell’area protetta del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Questo volume nasce dall’idea di raccontare le esperienze raccolte nel corso di ricerche scientifiche che per diversi anni l’Ente Parco ha condotto in collaborazione con l’ Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale – ASOIM onlus, l’Università Federico II di Napoli e il Comitato di Gestione dell’ATC Aree Contigue. Ricerche ampie che hanno indagato la distribuzione e densità delle coturnici cilentane, le preferenze ecologiche, i cambiamenti del paesaggio che hanno avuto possibili effetti sull’idoneità dell’ambiente per la specie e i possibili fenomeni di ibridazione che hanno potuto interessare i nuclei cilentani.

Esperienze di ricerche scientifica e non solo. Il libro si apre presentando la biologia della specie e descrivendo la sua storia naturale conducendoci dall’ultima glaciazione e allo straordinario processo di isolamenti e speciazioni che ha portato alle diverse forme specifiche e sottospecifiche del genere Alectoris. Si racconta del rapporto dell’uomo e l’ecosistema montagna, degli usi e delle tradizioni che hanno determinato la struttura del paesaggio appenninico del quale ne hanno beneficiato specie come la Coturnice. Un intero capitolo è dedicato ai cambiamenti dell’ecosistema montano a seguito dell’abbandono, negli ultimi sessant’anni, dell’agricoltura tradizionale, e dei processi innescati da questo fenomeno. Viene analizzata la gestione faunistica dei ripopolamenti e in che modo questi hanno interessato specie quali la coturnice.”

La Coturnice è distribuita nell’Europa centro-orientale. Preferisce i climi temperati occupando le montagne dell’arco alpino, dalla Francia all’Austria, dell’Appennino centro meridionale fino alla Sicilia, e della penisola Balcanica giungendo sin giù alla Grecia. Un areale poco esteso nel quale però sono presenti tre sottospecie: Alectoris graeca saxatilis, presente sulle Alpi, dalla Francia all’Austria, nella parte occidentale della ex Yugoslavia e sugli Appennini, A.g.whitakeri, diffusa in Sicilia, A.g.graeca, la forma nominale, distribuita dalla ex Yugoslavia sud-orientale fino alla Bulgaria e alla Grecia. L’attuale tassonomia è il frutto dell’evoluzione generatasi a seguito dell’ultima glaciazione. Frequenta ambienti caratterizzati da pascoli montani aperti, preferibilmente ripidi con substrato roccioso e vegetazione a macchia arbustiva bassa, interrotti talvolta dalla presenza di inclusi di foresta a Pinus, larici, ginepro, o carpineti e altre specie decidue.



Ha una maschera facciale tipica, con una evidente stria nera che descrive un collare dal becco no al sottogola attraverso la regione oculare, dividendo il vertice grigio ardesia dalle guance e la gola bianche. Il becco e il cercine oculare sono rossi mentre le zampe possono variare dal rosa al rosso corallo. Queste ultime, robuste e forti, rivelano le abitudini rupicole di questo uccello ben noto nel mondo venatorio con il nome di “regina delle rocce”. La coda mostra un piumaggio bicolore con area centrale grigia e timoniere esterne rossicce. Il suo carattere elusivo e il suo perfetto mimetismo rendono non facile l’incontro con questo interessante galliforme. Spaventata si acquatta al suolo, rimanendo immobile e confonden- dosi facilmente tra le rocce e gli arbusti grazie al suo piumaggio che ricalca i colori e le sfumature degli ambienti in cui vive. Le parti superiori del corpo grigie o grigio-brune divengono un tutt’uno con i massi circostanti. La presenza di barrature nere molto evidenti sui anchi spezza l’uniformità del piumaggio facilitandone la fusione cromatica con l’ambiente.

Estratto del volume “Rippa D., De Filippo G., De Riso L., Esse E., Fraissinet M., Mastronardi D. e Fulgione D., 2015. La Coturnice. Stato e Conservazione Delle Popolazioni del Parco Nazionale Del Cilento, Vallo Di Diano e Alburni. PNCVDA, Quaderni Della Biodiversità n.3”